Emozioni in circolo.

Il tran tran di tutti i giorni che sembrava essersi arrestato per qualche tempo nel mese di Agosto è ora tornato ad insinuarsi sempre più rapidamente nelle nostre giornate: riunioni, call, scadenze, lavori da portare a termine, telefonate da fare, la spesa, i figli… si arriva a fine giornata molto spesso stanchi per le cose fatte, ma il tempo dedicato a sé risulta sempre frammentato e misero. A volte, non ci diamo neanche il tempo di provarle le emozioni o di viverle e sentirle appieno.

Quando non siamo noi a farle parlare, poi, a volte, ci pensa il nostro corpo o il nostro cervello. L’emotività è una risorsa che ci contraddistingue e che dobbiamo valorizzare.

A tal proposito, l’educazione emozionale è un processo fondamentale attraverso il quale bambini e adulti possono sviluppare conoscenze, competenze e attitudini su 5 differenti aree:

  • Consapevolezza di sé
  • Autogestione
  • Consapevolezza sociale
  • Competenze relazionali
  • Capacità di prendere decisioni responsabili

 

Perché è necessario parlare di educazione emotiva?

  1. Le relazioni stanno alla base dell’apprendimento
  2. Le emozioni influenzano il nostro modo di apprendere e la nostra crescita personale
  3. Le competenze socio-emotive sono competenze trasversali di cui la scuola si sta occupando sempre di più e, anche nei luoghi di lavoro, sono sempre più richieste.

 

Ma cosa sono e, soprattutto, quali sono le emozioni principali?

Dare una definizione di emozione è compito molto arduo in quanto vi sono molte ricerche che ne parlano in modo diverso e, soprattutto, sappiamo tutti che cosa sono, ma non sappiamo definirle. 

Esse rappresentano una risposta complessa dell’organismo a fronte di stimoli ambientali che apportano cambiamenti a livello fisiologico, comportamentale e psicologico.

Se consideriamo esclusivamente le emozioni principali, anche per non confonderci, ne individuiamo sei: rabbia, gioia, tristezza, paura, disgusto, sorpresa.

Quali sono i primi e principali passi per educare alle emozioni?

  1. Conoscerle: leggere qualcosa su ciascuna delle precedenti sei emozioni per avere una visione d’insieme su di esse
  2. Iniziare a dare significato a quello che avviene nel mondo circostante: ogni evento può essere caratterizzato da un nostro stato emotivo. Possiamo chiederci: “Che emozione abbiamo provato in quel momento?” L’importante è che questa rientri fra le sei elencate.

Questi primi due passi fondamentali rappresentano la base per l’alfabetizzazione emotiva, ossia per essere informati sì sulle emozioni, ma al tempo stesso per saperle distinguere nella nostra vita.

Il passo successivo, complesso e difficile soprattutto se fatto da soli, è quello di chiedersi:

  1. “A fronte del momento vissuto, quello stato emotivo provato senti che possa andar bene per te stesso? O vuoi altro per te?”

Come dice L.S. Vygotskij: “Educazione significa sempre cambiamento. Se non ci fosse niente da cambiare, non ci sarebbe niente da educare.”

Quali gli errori da evitare?

La difficoltà principale sta nel fatto che molto spesso confondiamo il fare con il sentire

Il fare è legato al pensiero. Il sentire all’emotività.

Quando tentate di definire le vostre emozioni vissute, non perdetevi in discorsi lunghi e complicati: cercate di individuare una delle sei emozioni di cui abbiamo parlato sopra.

Noi di Weheedyou sappiamo che non è semplice… ma crediamo sia un passo cruciale per migliorare la qualità della propria vita e di chi è intorno a noi!

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